Adoro il marchio di cosmetici Lush. È un esempio di buona gestione del marketing. Il marchio è cresciuto grazie a una strategia di marketing altamente innovativa, che analizzo utilizzando il modello del marketing mix delle 7P.
Fondata nel 1995 nel sud-ovest dell’Inghilterra, Lush è oggi un marchio di cosmetici vegetariani presente in 55 Paesi, con quasi 880 punti vendita e un fatturato che si avvicina al miliardo di euro nel 2024 includendo i mercati partner. La sua strategia di marketing si basa su un marketing mix atipico: prodotti solidi senza imballaggio, assenza totale di pubblicità tradizionale, abbandono dei social network ed esperienza cliente sensoriale nei negozi. Questo articolo propone un’analisi del marketing mix di Lush secondo il metodo delle 7P, basandosi sulle griglie di analisi del marketing mix sviluppate dal nostro studio di consulenza marketing.
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I punti essenziali da ricordare
- Lush dichiara 880 punti vendita in 52 Paesi a settembre 2025, con un fatturato di 784 milioni di euro nei mercati gestiti direttamente nel 2024.
- In Francia, il fatturato di Lush ha raggiunto 24,9 milioni di euro nel 2024, con un calo di quasi il 7% rispetto all’esercizio precedente.
- La grande maggioranza dei prodotti Lush viene venduta senza alcun packaging, il che posiziona il marchio in anticipo rispetto al regolamento europeo PPWR previsto per il 2030.
- Nel 2021, Lush ha chiuso i suoi account Facebook, Instagram, Snapchat e TikTok in 48 Paesi, rinunciando a oltre 10 milioni di follower.
- Lush occupa il primo posto tra i marchi percepiti come più impegnati dai giovani francesi tra i 15 e i 25 anni secondo uno studio del 2019, davanti a Yves Rocher, Danone e Nike.
- Il marchio ha recentemente annunciato il ritorno al franchising con condizioni finanziarie specifiche per i nuovi partner.
I pilastri del marketing di Lush che spiegano il suo successo
Lush non assomiglia a nessun altro marchio di cosmetici. Mentre i suoi concorrenti investono massicciamente in pubblicità e partnership con influencer, il marchio britannico ha costruito la propria reputazione su un modello radicalmente diverso: prodotti che parlano da soli, una comunicazione militante dichiarata e un’esperienza cliente che trasforma ogni visita in negozio in un momento memorabile. Questo modello unico si basa su tre fondamenti che ritroviamo in ciascuna delle 7P del suo marketing mix.
Un posizionamento etico non negoziabile
Lush si definisce come « un’organizzazione militante travestita da negozio di saponi ». Questa formula non è uno slogan: descrive con precisione la gerarchia delle priorità dell’azienda. Gli impegni del marchio sono strutturali e non negoziabili:
- rifiuto totale dei test sugli animali
- prodotti vegetariani
- produzione artigianale
- imballaggi ridotti al minimo
- donazione del 100% del prezzo dei prodotti Charity Pot ad associazioni locali dal 2007.
Queste convinzioni si traducono in prese di posizione concrete, anche quando comportano un costo commerciale. Il marchio prende regolarmente posizioni militanti forti sui conflitti internazionali.

Il negozio Lush di Montpellier (Francia) espone in vetrina che razzisti, omofobi e persone con sintomi legati al Covid-19 sono pregati di non entrare. Crediti: per gentile concessione di @Samir17Samir via Twitter.
Questo posizionamento genera una forte adesione tra i giovani consumatori. Nel 2019, uno studio condotto sui giovani tra i 15 e i 25 anni in Francia collocava Lush al primo posto tra i marchi percepiti come più impegnati, davanti a Yves Rocher, Danone, Nike e Patagonia. Lo stesso studio rivelava che più di un giovane su due dichiara che i propri acquisti sono influenzati dai valori di un marchio, sottolineando così la rilevanza strategica di questo posizionamento.
L’esperienza cliente al centro della strategia
Il customer journey di Lush è progettato per sorprendere in ogni fase. In negozio, i prodotti sono presentati senza imballaggio, a portata di mano, su espositori in legno grezzo. I dipendenti offrono dimostrazioni, campioni gratuiti su semplice richiesta e descrivono con precisione gli ingredienti e i loro benefici. Online, ogni pacco contiene un messaggio scritto a mano, il nome e la foto del preparatore, oltre a campioni scelti direttamente dal cliente.
Questa attenzione ai dettagli non è casuale: crea un senso di considerazione che genera naturalmente passaparola, il quale costituisce il principale canale di acquisizione del marchio in assenza di pubblicità tradizionale.
La trasparenza come arma di differenziazione
Ogni vasetto di crema Lush riporta la data di produzione e l’identità della persona che lo ha realizzato. Questa etichetta, quasi da collezione, dimostra il carattere artigianale dei prodotti e umanizza il marchio. Su YouTube, la serie di video « How It’s Made » mostra i laboratori di produzione nella loro realtà quotidiana: mani che impastano, materie prime naturali, un’atmosfera lontana anni luce dalle fabbriche dei grandi gruppi cosmetici (vedi esempio qui sotto).
Questa trasparenza radicale si estende agli ingredienti, alla loro provenienza e funzione, così come agli impegni ambientali del marchio. Costituisce un vero e proprio argomento di vendita, tanto più efficace considerando che il 68% dei consumatori dichiara che per loro è importante sapere da dove provengono i prodotti e chi li ha realizzati.
Il marketing mix di Lush analizzato: i 7P
L’analisi del marketing mix di Lush secondo il metodo dei 7P consente di comprendere come ogni componente rafforzi le altre e contribuisca alla coerenza globale del marchio. La tabella seguente ne riassume i punti principali prima di svilupparli nel dettaglio.
| Componente (7P) | Approccio di Lush | Elemento distintivo |
|---|---|---|
| Prodotto | Cosmetici solidi, artigianali, vegetariani e non testati sugli animali | 60% dei prodotti senza alcun packaging nel 2026 |
| Prezzo | Value-based pricing, decrescente in base alla dimensione | Promozioni riservate al canale online (Black Friday) |
| Comunicazione | Guerrilla marketing, vetrine, YouTube, newsletter | Nessuna pubblicità tradizionale, abbandono dei social network nel 2021 |
| Distribuzione | Rete proprietaria + e-commerce | Ritorno al franchising annunciato nel dicembre 2025 |
| Persone | Dipendenti ambasciatori, tatuaggi e piercing benvenuti | Gioia di vivere ed empatia uniche nel settore |
| Processi | Servizio clienti differenziato per regione, autonomia dei responsabili | Flessibilità locale per soddisfare il cliente in modo pragmatico |
| Ambiente fisico | Marketing sensoriale completo: visivo, olfattivo e uditivo | Materiali naturali, firma olfattiva riconoscibile già dalla strada |
Una strategia di prodotto fondata sul formato solido e sull’assenza di imballaggi
Il prodotto è la pietra angolare del marketing mix di Lush. Il suo posizionamento marketing si basa sulla promessa di cosmetici naturali, freschi e non testati sugli animali. Il marchio ha depositato un brevetto per il suo primo shampoo solido già nel 1988, sette anni prima della sua creazione ufficiale nel 1995, ottenendo così un vantaggio pionieristico in questo segmento.
Nel 2026, Lush vende il 60% dei suoi prodotti senza alcun packaging oppure semplicemente avvolti in carta riciclata. Il marchio cavalca quindi l’entusiasmo dei consumatori per i prodotti sfusi (vedi la nostra analisi sul mercato del bulk). Questo impegno non è irrilevante in un settore in cui l’industria cosmetica produce circa 94.000 tonnellate di imballaggi all’anno in Francia, di cui oltre la metà in plastica. Il settore rappresentava il 5% dell’utilizzo della plastica in Francia nel 2021. Proponendo prodotti solidi senza confezione, Lush si posiziona in anticipo rispetto al regolamento europeo PPWR che entrerà in vigore il 1° gennaio 2030.
L’argomento ecologico è anche un argomento economico: uno shampoo solido equivale a circa due flaconi liquidi da 250 ml, e un camion di prodotti solidi sostituisce cinque camion di prodotti liquidi. Sul mercato francese, i cosmetici solidi rappresentavano 227,1 milioni di euro all’inizio del 2023, con una crescita del +9,7% in valore, anche se solo il 7% dei consumatori aveva acquistato uno shampoo solido nel 2022. Lush beneficia quindi di un vantaggio competitivo in un mercato ancora in fase di sviluppo.
Il branding di Lush punta su colori vivaci per trasmettere gioia ed energia positiva. Il packaging, ridotto al minimo indispensabile, è esso stesso un elemento distintivo: un unico modello di vasetto minimalista e riutilizzabile per le creme, con un’etichetta che mostra la data di produzione e l’identità del produttore. Questo dettaglio crea una connessione emotiva con il cliente, quasi da collezione.
Un programma di riciclo completa questo dispositivo. Prima del 2022, solo il 14% dei vasetti neri venduti veniva riportato in negozio. Il programma « Bring It Back », lanciato nel 2022 ed esteso a tutti gli imballaggi in plastica, mira a raggiungere un tasso di recupero del 30%. Già nel primo anno nel Regno Unito, ha permesso di raccogliere oltre 569.000 imballaggi, evitando che più di 13 tonnellate di plastica finissero in discarica o venissero incenerite. Il programma è arrivato in Francia, Belgio e Lussemburgo il 1° luglio 2022. I clienti possono ottenere uno sconto di 40 centesimi per ogni imballaggio restituito, oppure una maschera viso gratuita per cinque confezioni.
Un posizionamento premium giustificato dal valore percepito
La strategia di pricing di Lush si basa sul valore percepito dal cliente piuttosto che sui costi di produzione. I prezzi sono fissi, ma viene applicato un pricing decrescente in funzione della dimensione del contenitore: maggiore è il volume acquistato, minore è il prezzo al litro o al chilo. Questo meccanismo incoraggia acquisti di volume maggiore senza ricorrere a promozioni che potrebbero deteriorare l’immagine premium del marchio.
Gli sconti temporanei restano un’eccezione e si concentrano in momenti specifici dell’anno. Il canale online beneficia di promozioni più frequenti, in particolare durante il Black Friday. Questa distinzione tra canale fisico e digitale preserva la percezione di valore in negozio, dove l’esperienza cliente giustifica il prezzo pieno.
Una comunicazione senza pubblicità tradizionale
La scelta di Lush di evitare la pubblicità tradizionale non è un vincolo di budget: è una decisione strategica. I budget che sarebbero stati destinati alla pubblicità vengono reindirizzati verso ricerca e sviluppo e materie prime. Il marchio punta sul passaparola, sulle vetrine dei negozi, sui video YouTube e, dal 2021, su newsletter e cataloghi cartacei.
Le vetrine dei negozi Lush sono un vero e proprio canale di comunicazione. I responsabili dei negozi dispongono di libertà creativa per trasmettere messaggi allineati con il DNA del marchio. Il negozio di Montpellier (Francia) ne è un esempio: il responsabile ha esposto in vetrina un messaggio che chiedeva a razzisti, omofobi e persone con sintomi Covid di non entrare, illustrando così la coerenza tra i valori del marchio e la loro espressione locale.
La decisione più significativa resta l’abbandono dei social network. Nel 2021, sotto la guida di Jack Constantine, CDO dal 2016, Lush ha chiuso i propri account Facebook, Instagram, Snapchat e TikTok in 48 Paesi, rinunciando a oltre 10 milioni di follower. Nel novembre 2023, il marchio è andato oltre lanciando una bomba da bagno chiamata « The Cloud », venduta a 8 euro, il cui 100% del prezzo di vendita è stato devoluto alla rete People vs Big Tech, che riunisce circa cento organizzazioni della società civile. Questo gesto trasforma un normale atto di consumo in un atto militante.

Esempio di interazione sui social network. I dipendenti presenti nei video YouTube trasmettono una vera gioia di vivere che risulta contagiosa ed è notata dagli utenti online.
Per le campagne etiche, Lush si affida a partnership con associazioni specializzate. Tra il 2016 e il 2023, il marchio ha organizzato 16 campagne etiche nella rete Francia, Belgio e Lussemburgo, di cui il 50% su scala locale e 8 con un prodotto solidale destinato alla raccolta fondi. I temi trattati includono la protezione animale, i diritti umani, l’ambiente e la rigenerazione degli ecosistemi.
L’esperienza sensoriale in negozio
I negozi Lush non sono semplici punti vendita. Sono progettati per stimolare i cinque sensi e creare un’atmosfera immersiva che differenzia il marchio da tutti i suoi concorrenti. Questo marketing sensoriale è uno dei pilastri più solidi del marketing mix di Lush.
Un’immersione multisensoriale pensata nei minimi dettagli
L’esperienza visiva inizia prima ancora di entrare nel negozio. I prodotti colorati, esposti senza imballaggio su espositori in legno grezzo, creano un forte contrasto visivo con il packaging nero delle etichette. Le bombe da bagno effervescenti e gli shampoo solidi dalle forme insolite rendono i prodotti immediatamente riconoscibili in un ambiente di vendita affollato.
La firma olfattiva di Lush è riconoscibile già dalla strada. La miscela di profumi naturali provenienti dai prodotti in vendita crea un’atmosfera distintiva che, secondo le ricerche di marketing sensoriale, riduce lo stress, migliora l’umore e incoraggia gli acquisti. La musica diffusa in negozio, dolce e naturale, completa questa atmosfera rilassante e riflette l’impegno del marchio verso un’esperienza etica.
- Visivo : prodotti colorati senza imballaggio, espositori in legno grezzo, mattoni a vista, forte contrasto tra i colori dei prodotti e le etichette nere
- Olfattivo : firma olfattiva distintiva a base di lavanda, limone e altri profumi naturali, percepibile dall’esterno del negozio
- Uditivo : playlist morbide e naturali, atmosfera “zen” allineata ai valori del marchio
- Tattile : prodotti a portata di mano, senza imballaggio, che invitano alla manipolazione diretta
- Dimostrazioni : dipendenti formati per mostrare l’uso delle bombe da bagno, l’applicazione delle maschere fresche e altri prodotti di punta
L’interazione umana come leva di fidelizzazione
I dipendenti Lush sono un elemento centrale del suo marketing mix. La loro selezione e formazione sono pensate per garantire una gioia di vivere e un’empatia che definiscono l’identità del marchio. In Lush, tatuaggi e piercing sono benvenuti dove altre insegne li vieterebbero, permettendo ai collaboratori di essere pienamente se stessi sul lavoro e di trasmettere un’autenticità percepibile dai clienti (vedi video qui sotto).
Questa autenticità si estende anche online. Dipendenti come Gilda, che presenta video di produzione su YouTube, generano ondate di commenti positivi e rafforzano l’immagine dinamica del marchio (vedi video sopra). Le interazioni tra dipendenti e clienti, spesso evidenziate nei contenuti diffusi sulle piattaforme del marchio, diventano così vettori di fidelizzazione del cliente.
La personalizzazione del servizio è molto avanzata: creazione di kit regalo su misura, scelta di campioni adattati alle esigenze specifiche di ogni cliente, offerta di un campione gratuito su semplice richiesta. Queste pratiche riducono i punti di attrito e trasformano una visita in negozio in un’esperienza memorabile.
Un’architettura commerciale che riafferma i valori del marchio?
I materiali utilizzati nei punti vendita sono coerenti con il posizionamento del marchio: legno grezzo, pareti in mattoni a vista, vasche di ghiaccio per presentare alcuni prodotti, bilance per pesare i prodotti venduti sfusi. Questa atmosfera ricorda più un negozio artigianale che una profumeria convenzionale, rafforzando la promessa di naturalità e autenticità.
Nel 2022, Lush ha annunciato un piano di investimento di 7,6 milioni di sterline (circa 8,9 milioni di euro) per rinnovare ed espandere la propria rete europea. Recentemente, è stato lanciato un nuovo concept store a Nizza, con una superficie di vendita ampliata per migliorare l’esperienza del cliente. Il marchio punta ora a superfici minime di 70–75 m² per le nuove aperture, contro una media storica di poco superiore ai 60 m².
La distribuzione e i processi
I prodotti Lush sono distribuiti esclusivamente attraverso negozi a marchio e il canale e-commerce, creando una rete di distribuzione proprietaria. Questa esclusività rafforza l’integrità del marchio ed evita la diluizione dell’immagine che deriverebbe da una presenza nella grande distribuzione.
L’e-commerce si è sviluppato significativamente grazie alla crisi del Covid-19. Il sito, rilanciato nel 2021 sulla tecnologia open-source Saleor, è oggi un canale a tutti gli effetti, con un servizio clienti differenziato per regione: le richieste vengono gestite dal servizio clienti del paese in cui il prodotto è stato acquistato, garantendo risposte adattate alle specificità locali. In caso di problema, il cliente viene indirizzato al negozio in cui è stato effettuato l’acquisto.
Nel dicembre 2025, Lush ha annunciato una svolta strategica importante con il ritorno al franchising, abbandonato nel 2015. Il ticket d’ingresso è fissato a 30.000 euro IVA esclusa, con una royalty del 5% delle vendite. L’obiettivo è aprire quattro negozi in franchising all’anno per cinque anni, fino a raggiungere un terzo del parco negozi in franchising, pari a 59 punti vendita in Francia. Le nuove aperture si concentrano su città con almeno 70.000 abitanti. Questa decisione avviene in un contesto di contrazione: il fatturato francese era di 24,9 milioni di euro nel 2024, in calo di circa 7% rispetto all’anno precedente. La Francia resta il settimo mercato del gruppo, dopo Stati Uniti, Regno Unito, Giappone, Corea del Sud, Canada e Australia.
Parallelamente, Lush continua la sua espansione internazionale aprendo nuovi mercati come l’India in master-franchising, segno di un’ambizione globale mantenuta nonostante le difficoltà europee.
I processi offline concedono grande autonomia ai responsabili dei negozi per soddisfare i clienti in modo pragmatico. Un cliente che chiede gentilmente un campione gratuito lo riceve senza formalità. Questo approccio pragmatico, coerente con la libertà creativa concessa anche alle vetrine, crea un’esperienza cliente allo stesso tempo coerente e flessibile.
Identità visiva, campagne inclusive e marketing esperienziale
La comunicazione di Lush non si limita alle vetrine e ai video YouTube. Il marchio combina una forte identità visiva, campagne etiche regolari e operazioni esperienziali mirate per mantenere la propria visibilità senza ricorrere ai canali pubblicitari tradizionali.
Una firma visiva memorabile e campagne che prendono posizione?
L’identità visiva di Lush si basa su colori vivaci, forme non convenzionali e una presentazione che trasforma i prodotti in oggetti di curiosità. Le bombe da bagno effervescenti che colorano l’acqua, gli shampoo solidi dai toni acidi, le maschere fresche preparate in negozio: ogni prodotto è progettato per essere visivamente distintivo e immediatamente riconoscibile.
Questa identità è accompagnata da un forte impegno per la rappresentazione della diversità. Le campagne di comunicazione di Lush rappresentano persone di tutti i generi, età, origini etniche e corporature, rafforzando la coerenza tra i valori dichiarati del marchio e la loro espressione visiva.
Le campagne etiche seguono la stessa logica. Si basano su partnership con associazioni specializzate e trasformano i negozi in piattaforme di attivismo. In maggio e giugno 2024 in Francia, Lush si è associata al COLBAC per la campagna contro la corrida, con la circolazione di una petizione in negozio e un evento organizzato a Montpellier. In Belgio e nei Paesi Bassi, la campagna « Per un San Nicola più inclusivo » viene rinnovata ogni anno almeno dal 2022, con un sapone solidale a tema Sinterklaas.
Collaborazioni ed eventi mirati per mantenere la visibilità
Privata della presenza sui principali social network, Lush compensa attraverso operazioni esperienziali ad alto impatto. Nell’agosto 2023, una collaborazione con Mattel ha dato vita a una linea Barbie in edizione limitata, distribuita in 49 Paesi nell’arco di sei settimane (video qui sotto). Durante le Olimpiadi di Parigi 2024, il brand ha aperto una spa temporanea con la gamma Magik Motion. A fine novembre 2025, un pop-up store a Parigi mirava a 1.000 clienti in un weekend, con 200 caffè gratuiti al giorno e una strategia di drive-to-store verso i 39 negozi francesi.
Queste operazioni generano copertura mediatica organica e alimentano il passaparola senza ricorrere a canali a pagamento. Sono coerenti con la strategia globale del brand: creare momenti ad alto impatto invece di acquistare visibilità.
I knot wraps, confezioni regalo ispirate al furoshiki giapponese lanciate nel 2009, illustrano questo approccio. Tra il 2009 e il 2021, il brand ha trasformato più di 3,7 milioni di bottiglie in PET in knot wraps, riutilizzato 41 tonnellate di foulard vintage nel 2018 ed evitato l’uso di oltre 1,1 milioni di confezioni regalo usa e getta. In questo modo, un prodotto funzionale diventa anche uno strumento di comunicazione e un argomento ambientale.
FAQ: le domande che ti poni
Perché Lush non utilizza la pubblicità tradizionale?
Lush ha scelto deliberatamente di non investire nella pubblicità tradizionale per reinvestire quei budget in ricerca e sviluppo e materie prime. Il brand si affida al passaparola, alle vetrine dei negozi, ai video su YouTube e alle newsletter. Questa scelta è coerente con il suo posizionamento anti pubblicità di massa e rafforza la percezione di autenticità.
Come mantiene Lush la visibilità senza i social media?
Dal 2021, Lush ha chiuso i propri account Facebook, Instagram, Snapchat e TikTok in 48 Paesi. Il brand compensa attraverso eventi esperienziali (pop-up store, spa temporanee, collaborazioni in edizione limitata), cataloghi cartacei, newsletter e creator indipendenti. I negozi fisici rappresentano il principale canale di comunicazione, motivo per cui nel 2022 sono stati investiti 7,6 milioni di sterline per rinnovare la rete europea.
Qual è la strategia di prezzo di Lush?
Lush utilizza un value-based pricing: i prezzi sono determinati dal valore percepito dal cliente e non solo dai costi di produzione. È previsto un pricing decrescente in base alla dimensione del prodotto. Le promozioni sono limitate soprattutto al canale online e a periodi specifici come il Black Friday, preservando così il posizionamento premium in negozio.
Come concilia Lush etica e redditività?
Il fondatore Mark Constantine adotta un approccio pragmatico: i valori etici sono fondamentali, ma i prodotti devono funzionare. Il brand riconosce anche alcune limitazioni, come l’uso di determinati ingredienti chimici o derivati dell’olio di palma. A livello finanziario, il fatturato globale si è avvicinato al miliardo di euro nel 2024 (inclusi i mercati partner), dimostrando la sostenibilità del modello.
Si può applicare il marketing mix di Lush ad altri brand?
Il modello Lush è trasferibile nei suoi principi, ma difficile da replicare integralmente. La combinazione di posizionamento etico, esperienza sensoriale e comunicazione trasparente può ispirare brand in mercati saturi. Uno studio di mercato B2C aiuta a identificare i segmenti più ricettivi.
Come si misura l’efficacia di una strategia come quella di Lush?
L’assenza di pubblicità tradizionale rende gli indicatori classici (costo per clic, tasso di conversione pubblicitaria) poco rilevanti per valutare il marketing di Lush. Gli indicatori più adatti sono la notorietà spontanea, la soddisfazione dei clienti, il tasso di raccomandazione (NPS) e la fidelizzazione. Un sondaggio sulla notorietà o un indagine sulla soddisfazione dei clienti condotta da una società specializzata come IntoTheMinds consentono di oggettivare questi aspetti e di guidare la strategia con dati affidabili.













