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Studi qualitativi: la tecnica dell’incidente critico

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Dopo aver chiarito le modalità operative e i contesti applicativi delle domande aperte e chiuse, torniamo in questo post alla tecnica dell’incidente critico nell’ambito di uno studio di mercato, basato sull’enciclopedia Sage sui metodi relativi agli studi qualitativi.

Sommario

  1. Informazioni di base
  2. Sviluppi del metodo
  3. 5 passaggi da seguire

Informazioni di base sul metodo

La tecnica degli incidenti critici (CIT) è un metodo di studio qualitativo derivato dalla psicologia industriale e organizzativa volto a rilevare un incidente critico.

Sviluppato da John Flanagan, questo metodo è definito come un pannello di procedure volte a raccogliere osservazioni fatte sul comportamento umano al fine di facilitarne la trascrizione nei processi decisionali e in particolare per migliorare la risoluzione dei problemi. Conosciuto da oltre 50 anni, l’uso della tecnica degli incidenti critici non è limitato a un particolare settore o contesto. Si trova infatti nei contesti di analisi del lavoro, ma anche nel marketing, nella formazione e nelle ricerche di mercato.

Sviluppi nel metodo

Le applicazioni delle Tecniche di Incidente Critico si sono diversificate nel tempo. Inizialmente, erano basate sull’analisi comportamentale, ora include lo studio di esperienze o condizioni psicologiche. Inoltre, non integrano più solo l’analisi esterna, ma anche l’autoanalisi retrospettiva.

Questi sviluppi si sono dimostrati utili in molti casi di studio. Tuttavia, resta essenziale garantire l’obiettività delle analisi soggettive dei dati e quindi porre in essere un quadro analito e punti di controllo per l’osservazione e l’analisi.

I 5 step da seguire quando si effettua un CIT

Step 1

Definire e validare gli obiettivi dell’attività o costruzione psicologica da osservare e analizzare.

Step 2

Stabilire un quadro e punti di focali come i tipi di situazioni da osservare, le esperienze o situazioni rilevanti nell’ambito dello studio, gli effetti di un esperimento o di una situazione sull’obiettivo, la modalità di funzionamento (osservazione esterna o analisi retrospettiva).

Step 3

Raccogliere i dati, sia in un contesto quotidiano e di osservazione “live” sia attraverso una narrazione. In quest’ultimo caso, il contesto di un colloquio deve, ovviamente, essere supervisionato e monitorato.

Da notare:

Uno studio sulla Tecnica degli Incidenti Critici (CIT) non quantifica il numero di intervistati ma il numero di incidenti critici segnalati, osservati e analizzati.

Step 4

Analizzare i dati applicando uno scheletro di riferimenti e verbatim, categorie in cui classificarli prima di determinarne il livello di importanza e rilevanza.

Step 5

Interpretare i dati e riportare i risultati. Vanno verificati i seguenti 9 punti, per garantire la pertinenza e la credibilità delle interpretazioni fatte.

  1. Registrazioni audio e video delle interviste, per confermare e verificare le dichiarazioni e i fatti.
  2. Il grado di fedeltà alla guida al colloquio.
  3. Estrazione degli incidenti critici esterni all’intervista.
  4. La completezza di un evento, cioè quando le discussioni non portano più nuovi temi.
  5. Tasso di partecipazione: per essere considerato valido, un Incidente Critico deve essere tipico di più del 25% degli intervistati.
  6. La classificazione degli Incidenti Critici in categorie dovrebbe idealmente essere effettuata da una persona neutrale
  7. Controllo incrociato da parte dei rispondenti, che consente di verificare l’integrità dei commenti formulati e convalidare la classificazione per categoria.
  8. Le opinioni degli esperti, che guardano in modo nuovo e critico ai dati raccolti.
  9. L’accordo teorico mette in evidenza i legami (positivamente o negativamente determinanti) tra la revisione della letteratura e i casi studiati.

Illustrations: Shutterstock

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