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La crisi del Covid: si sta formando una doppia bolla finanziaria e tecnologica

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Ricordate la bolla tecnologica degli anni 2000? Ricordate la bolla finanziaria del 2008? Bene, il 2021 segna la nascita di una doppia bolla di tecnologica e finanziaria che provocherà il caos. Preparatevi per un’onda anomala che travolgerà tutto. Se oggi non credete alla fine del mondo, prendetevi il tempo di leggere le seguenti righe per convincervi. A bordo della folle macchina del debito, ci stiamo dirigendo a tutta velocità verso il precipizio. Non sono sicuro che i passeggeri scapperanno.

Se avete solo 30 secondi

La crisi del Covid mette insieme due bolle speculative, tecnologiche e finanziarie, che formano un cocktail esplosivo.

La bolla tecnologica è il risultato di promesse di rendimenti irraggiungibili. Riecheggia altre crisi, a lungo dimenticate, che hanno segnato il XVIII e il XIX secolo (la bolla del Nuovo Mondo, la bolla dei canali, la bolla delle ferrovie).
D’altra parte, la bolla finanziaria è alimentata da una liquidità sovrabbondante che porta a investimenti irrazionali da parte dei neofiti. Questo ricorda la crisi dei tulipani e la crisi del 1929.

Le condizioni sono, dunque, mature per un mega-crash che ripristinerà i conti. Perché anche se la follia borsistica degli ultimi mesi si sia basata sulla sabbia, il progresso tecnologico è comunque indispensabile per affrontare i cambiamenti di civiltà che ci attendono.

I prezzi di borsa non sono sincronizzati con la realtà industriale

Ciò che è paradossale della crisi del Covid è che abbiamo assistito, da un lato, a un rallentamento senza precedenti dell’economia mondiale e, dall’altro, a una ripresa ultra rapida del mercato azionario.

Saranno stati necessari 30 anni per trovare il livello del Dow Jones dopo la crisi del 1929; solo 197 giorni dopo la crisi del Covid

Dopo il crollo del 22/09/08, il Dow Jones ha impiegato 679 giorni per raggiungere il suo livello originale; durante l’incidente del 24/02/20 sono bastati 197 giorni. Ci sono voluti 30 anni per tornare al livello del Dow Jones dopo la crisi del 1929 e quasi 7 anni dopo lo scoppio della bolla di Internet.
Ad esempio, ho disegnato sul grafico sottostante i periodi di tempo per raggiungere nuovamente il livello del Dow Jones dopo i crolli del 2008 e del 2020.

evolution from dow jones price from 2001 until 2021

La bolla tecnologica: promesse di ritorni incredibili

Questi prezzi sono guidati da società tecnologiche le cui corse in borsa riflettono sbalorditive promesse di rendimenti. Questa non è la prima volta. Ecco una piccola cronologia delle crisi causate da speranze tecnologiche deluse:

  • 1720: le ricchezze del “nuovo mondo” provocano la speculazione e la rovina dei risparmiatori. La bolla del Mississippi scoppiò nel 1720, poco dopo quella della South Sea Company
  • 1793: la Canalmania raggiunge il culmine e la bolla del canale scoppia. Lo sviluppo dei canali per facilitare la navigazione interna ha causato la formazione di una bolla speculativa in Inghilterra che ha finanziato progetti di nessun interesse reale. Per saperne di più, consiglio questa pagina.
  • 1847: il disastro ferroviario segna la fine dello sviluppo incontrollato delle compagnie ferroviarie.
  • 1873crisi bancaria in seguito alla facile concessione di prestiti per investimenti immobiliari nel dopoguerra e alla svalutazione di questi beni.
  • 1999: l’inizio dello scoppio della bolla Internet. Insane somme di denaro erano state investite in innovazioni mal controllate. Troppi soldi a disposizione e il sogno di una tecnologia rivoluzionaria lasceranno in disparte i primi investitori.

financial bubble banner

La bolla finanziaria: innovazioni poco controllate

Accanto alle bolle tecnologiche, si stanno formando anche bolle finanziarie. Un piccolo retroscena storico è d’obbligo per chi pensa che la crisi del 2008 sia stata la prima.

  • 1637: la Crisi dei Tulipani fu alimentata dalla politica monetaria accomodante delle Province Unite, che provoca un afflusso di metalli preziosi.
  • 1929: l “Grande Crollo” è alimentato da piccoli risparmiatori che acquistano azioni a credito. L’adagio “Non dovresti investire in borsa più di quanto puoi permetterti di perdere” assume qui tutto il suo significato.
  • 1980: crisi immobiliare e azionaria in Giappone, alimentata da una politica monetaria eccessivamente accomodante.
  • 2008: la crisi finanziaria dei subprime a seguito della cartolarizzazione dei crediti inesigibili.

La Mega-bolla del 2021

Si può parlare a lungo della mega-bolla degli anni 2020-2021, ma alla fine è il doppio prodotto di una bolla tecnologica e di una bolla finanziaria.

La bolla finanziaria è creata dalle politiche accomodanti delle banche centrali, che prestano denaro a tassi molto bassi, o addirittura lo offrono. Ricorderemo, ad esempio, gli episodi speculativi causati da piccoli risparmiatori che investono il loro “assegno Biden”.

La bolla tecnologica è alimentata dalle promesse della rivoluzione digitale. Le aziende affermate vedono i loro prezzi salire mentre le startup ricevono massicci investimenti per renderle i prossimi unicorni. L’abbondanza di denaro ha persino fatto emergere gusci vuoti, la Special Purpose Acquisition Company (SPAC). È un peccato.


Quale futuro?

Negli ultimi 100 anni, abbiamo visto che il progresso tecnologico ha alimentato il mercato azionario. A lungo termine, la tendenza al rialzo è innegabile, segno che si sta creando ricchezza. Possiamo quindi ragionevolmente ritenere che questa tendenza al rialzo continuerà. Voglio sottolineare in via preliminare che questo trend rialzista interrotto è caratteristico del mercato statunitense. L’indice Dow Jones è triplicato dal livello del 1999, mentre quello dei mercati azionari europei nel 2021 è più o meno lo stesso di prima dello scoppio della bolla di Internet.

Nonostante la marcia inarrestabile del progresso, gli incidenti sono molti (lo mostrano le bande grigie nel grafico di macrotrends.net qui sotto).

evolution of Dow Jones from 1921 until 2021

Ma ogni ondata di forte rialzo deve essere seguita da un crollo. È necessaria una fase di distruzione creativa e penso che sia quello che ci aspetta. Troppi soldi sono stati investiti in tecnologie inutili senza futuro. Troppe persone inesperte sono entrate in borsa nel 2020 e hanno gonfiato artificialmente i prezzi. Troppe speranze sono state riposte nella transizione digitale quando la transizione energetica è urgente.


Quali strategie di investimento per il futuro?

Non essendo un professionista del mercato azionario, mi limito a investire (poco) in quello che capisco. Sono molto attento e pessimista per natura.

Essendo la mia esperienza in “dati“, mi sono convinto che il termine “AI” fosse diventato una parola d’ordine e che le speranze riposte in questo settore potessero essere inondate. Insomma, una ripetizione della crisi del 1999-2000. Le società tecnologiche recentemente quotate in borsa rischiano di soffrire di fronte a grandi nomi affermati, in particolare quelli che stanno navigando in innovazioni marginali

Come spesso accade nelle crisi su larga scala, penso che anche i porti sicuri ne trarranno grande beneficio. Credo molto nei metalli preziosi e nel lungo periodo nelle aziende che lavorano sulla transizione energetica (soprattutto idrogeno).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Author: Pierre-Nicolas Schwab

Pierre-Nicolas ha un dottorato in marketing e dirige l'agenzia di ricerche di mercato IntoTheMinds. I suoi principali campi di interesse sono BigData, e-commerce, commercio locale, HoReCa e logistica. È anche un ricercatore di marketing all'Université Libre de Bruxelles e serve come coach e formatore per diverse organizzazioni e istituzioni pubbliche. Può essere contattato via email, Linkedin o per telefono (+32 486 42 79 42)

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