San Valentino: ultime statistiche e prospettive per il 2026

San Valentino sta vivendo un leggero calo di popolarità, ma rimane un evento commerciale chiave. Gli ultimi dati raccolti in diversi mercati evidenziano l’importanza della celebrazione del 14 febbraio.

San Valentino: ultime statistiche e prospettive per il 2026

Festa commerciale o festa degli innamorati? Il dibattito si riaccende ogni anno. Quali sono i cifre di San Valentino? Più di 25,8 miliardi di dollari sono stati spesi negli Stati Uniti nel 2024 per il 14 febbraio, contro circa 13 miliardi di euro in Francia. Sulla base delle ricerche di mercato che realizziamo tutto l’anno nel settore retail, e degli ultimi cifre legati al 14 febbraio, vi proponiamo un’analisi fattuale e quantificata del mercato di San Valentino. Come potrete constatare, è un mercato sotto pressione ma che resiste grazie a un aumento delle spese. Quest’anno, oltre ai cifre francesi e americani, aggiungiamo quelli del mercato tedesco.

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Alcuni cifre su San Valentino

  • 53%: quota degli Americani che hanno festeggiato San Valentino nel 2024, contro più del 60% alla fine degli anni 2000
  • 25,8 miliardi di dollari: spese totali legate a San Valentino negli Stati Uniti nel 2024, contro 25,9 miliardi nel 2023 e 23,9 miliardi nel 2022
  • 27,4 miliardi di dollari: picco storico delle spese negli Stati Uniti raggiunto nel 2020
  • 34%: quota dei Francesi che dichiarano di festeggiare San Valentino nel 2023, contro 36% nel 2022
  • 60%: quota dei Francesi in coppia che festeggiano San Valentino
  • 80%: quota dei Francesi che considerano San Valentino una festa commerciale
  • 114€: budget medio dedicato a San Valentino in Francia nel 2022
  • 142€: budget medio dedicato a San Valentino in Francia nel 2023, cioè +28€ in un anno e +40€ rispetto al 2021
  • 52%: quota dei Francesi che desiderano andare al ristorante per San Valentino nel 2023, cioè +7 punti in un anno
  • 20%: quota dei Francesi che preferiscono ricevere un viaggio o una scappata piuttosto che un regalo materiale
  • 1,3 miliardi di euro: spese previste per San Valentino in Germania nel 2025, contro circa 1 miliardo nel 2020
  • 28%: quota dei consumatori tedeschi che prevedono di acquistare un regalo nel 2025, contro quasi 17% nel 2020
  • 15%: quota dei consumatori tedeschi che dichiarano attribuire grande importanza a San Valentino
  • 39%: quota degli Americani che festeggiano San Valentino acquistando fiori nel 2024
  • 54 milioni: numero di Americani che acquistano fiori per San Valentino

Meno partecipanti ma più spese

San Valentino perde popolarità da alcuni anni, ma le spese aumentano per gli innamorati che vi prendono ancora parte (senza dubbio colpa dell’inflazione). Risultato: il fatturato di San Valentino resiste bene.

Negli Stati Uniti, la proporzione di persone che dichiarano di festeggiare San Valentino recede progressivamente dalla fine degli anni 2000. Si è passati da un livello superiore al 62% a circa il 53% nel 2024. Un calo di quasi 10 punti che potrebbe preoccupare i commercianti. Eppure, le spese totali rimangono remarkably stabili. Dopo aver raggiunto 27,4 miliardi di dollari nel 2020, sono certamente calate a 21,8 miliardi nel 2021 – effetto pandemia oblige – prima di risalire progressivamente: 23,9 miliardi nel 2022, 25,9 miliardi nel 2023 e 25,8 miliardi nel 2024.

La Francia non sfugge a questa polarizzazione. La quota dei Francesi che dichiarano di festeggiare San Valentino recede dal 36% nel 2022 al 34% nel 2023. Parallelamente, quasi l’80% della popolazione continua a percepire questa data prima di tutto come una festa commerciale. Un paradosso rivelatore: si critica ma si partecipa lo stesso.

Questa traiettoria conferma una trasformazione fondamentale: il valore economico del 14 febbraio riposa ormai maggiormente sull’intensità della spesa per acquirente che sulla generalizzazione della celebrazione. In chiaro, chi gioca il gioco ci mette il prezzo.

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Montée en gamme per San Valentino in Francia

Dal lato francese, la contrazione del numero di partecipanti a San Valentino si accompagna a un aumento dei budget. Il budget medio dedicato ai regali di San Valentino è letteralmente esploso negli ultimi anni. Da 102€ nel 2021, è passato a 114€ nel 2022 (+12€), poi a 142€ nel 2023 (+28€ supplementari). Questo rappresenta una progressione di 40€ in solo 2 anni.

Questa montée en gamme traduce un riposizionamento di San Valentino come momento di consumo più impegnato, riservato a una frazione più coinvolta della popolazione. Tra le coppie, il 60% dichiara ancora di festeggiare questa festa. Rimane quindi fortemente ancorata nella sfera coniugale, anche se il suo pubblico globale si erode.

I dati 2025 confermano questa tendenza con un budget medio di 154€ per i Francesi che contano di festeggiare San Valentino con il loro coniuge, cioè 12€ in più rispetto al 2023. Questa progressione costante illustra perfettamente la strategia di montée en gamme adottata dai consumatori francesi.

Regali che si diversificano

Finito il tempo in cui San Valentino si riassumeva nel triptico fiori-cioccolati-gioielli. La struttura delle spese rivela una diversificazione crescente dei presenti offerti. In Francia, se i fiori concentravano ancora il 22% delle intenzioni d’acquisto nel 2022, davanti al profumo (19%) e ai cioccolati (13%), la situazione è evoluta rapidamente.

Dal 2023, i gioielli ritrovano un posto centrale, in coerenza con l’aumento dei budget. Ma soprattutto, le esperienze prendono ampiezza:

  • Il 52% delle persone che desiderano festeggiare San Valentino dichiara di voler andare al ristorante (+7 punti rispetto al 2022)
  • Il 20% preferisce ricevere un viaggio o una scappata.

Nel 2024, questa diversificazione si accentua ancora:

  • Il 26% degli acquirenti opta per abbigliamento o accessori
  • Il 22% per alimentazione e bevande
  • Il 18% per cioccolati e confetteria
  • Il 17% per bellezza
  • Il 16% per prodotti cultura-tempo libero
  • Il 15% per articoli legati alla casa, cucina o giardino.

Questa evoluzione riflette un approccio più personalizzato del regalo di San Valentino, dove l’attenzione portata ai gusti specifici del partner primeggia sulle convenzioni tradizionali.

Nella tabella qui sotto, abbiamo compilato l’evoluzione delle intenzioni d’acquisto per categoria per San Valentino negli Stati Uniti.

AnnoDolciumiBiglietti d'auguriFioriUscite/festeGioielliBuoni regaloRopa
201449%51%37%37%19%14%16%
201548%63%37%45%18%11%12%
201650%48%36%38%20%15%17%
201750%47%35%37%19%16%19%
201855%46%36%35%19%15%17%
201952%44%35%34%18%15%18%
202052%43%37%34%21%19%20%
202154%44%36%24%18%21%20%
202256%40%37%31%22%n.c.n.c.
202357%40%37%32%21%20%19%
202457%40%39%32%22%19%21%

I gioielli hanno la cote

Contrariamente alle idee ricevute, il mercato dei gioielli per San Valentino ha il vento in poppa. In Francia, la quota delle persone che dichiarano di non offrire mai gioielli passa dal 36% nel 2022 al 29% nel 2023. In altri termini, c’è un regain d’interesse per questa categoria in un contesto di budget in aumento.

I marchi più considerati evolvono sensibilmente tra 2021 e 2023. Il marchio “Histoire d’Or” raggiunge il 31% nel 2023 dopo un calo al 25% nel 2022, mentre il marchio “Le Manège à Bijoux”, posizionato sull’accessibilità, progredisce dal 17% al 23% sullo stesso periodo (+6 punti). Questa dinamica traduce una ricerca d’equilibrio tra valore simbolico, notorietà e padronanza budgétaire.

Negli Stati Uniti, San Valentino rimane la festa star dell’inizio dell’anno per i gioiellieri, con un aumento delle vendite del 79% rispetto alla media del primo trimestre. Le declinazioni intorno al cuore rappresentano più della metà dei gioielli interessati, confermando l’attaccamento ai simboli tradizionali dell’amore.

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Uomini – donne: comportamenti d’acquisto diversi

Le differenze tra i sessi nei comportamenti d’acquisto per San Valentino rivelano pattern affascinanti. In Francia, il 65% degli uomini dichiara di effettuare un acquisto contro il 53% delle donne. Ancora più sorprendente: il paniere medio maschile raggiunge 150€ contro 100€ per le donne.

Le preferenze differiscono anche. Gli uomini privilegiano i gioielli, il profumo e i fiori – un trio piuttosto classico. Le donne si orientano di più verso l’abbigliamento, il profumo e gli orologi, rivelando un approccio più pratico e personalizzato.

Il timing d’acquisto tradisce anche differenze comportamentali: il 30% degli acquisti maschili è realizzato il giorno stesso, contro il 20% per le donne. Questa statistica sottolinea il carattere ancora molto impulsivo di certi comportamenti maschili di fronte a questa scadenza.

Al di là dell’Atlantico, gli scarti si confermano: il 68% degli uomini acquista un regalo per San Valentino contro il 60% delle donne. Ancora più sorprendente, il 20% degli uomini dichiara di acquistare regali per diversi partner, contro solo il 6% delle donne. Un dato che dice lungo sulle differenze d’approccio relazionale!


Il 65% degli uomini dichiara di effettuare un acquisto contro il 53% delle donne. Il paniere medio maschile raggiunge 150€ contro 100€ per le donne.


Generazioni e canali d’acquisto: la rivoluzione digitale in marcia

Le differenze generazionali marcano profondamente le abitudini d’acquisto di San Valentino. Negli Stati Uniti, circa il 20% delle generazioni Z, Y e X dichiara di acquistare un regalo, contro meno del 3% dei Baby Boomers. Uno scarto che illustra l’evoluzione delle mentalità di fronte a questa festa commerciale.

I canali d’acquisto confermano questa ibridazione crescente dei percorsi. Negli Stati Uniti, più del 35% degli acquisti è realizzato online via una grande piattaforma di commercio elettronico, una proporzione equivalente a quella osservata in negozio. Le generazioni Z e Y realizzano il 45% dei loro acquisti su questa piattaforma, contro il 40% per la generazione X, mentre il 60% dei Baby Boomers privilegia ancora il negozio fisico.

In Francia, il punto vendita rimane la leva più potente, con un indice di 167, davanti ai social network a 135 e alle piattaforme di streaming a 129. Questo dato conferma il ruolo centrale dell’esperienza fisica in un contesto d’acquisto emotivo come quello di San Valentino.

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L’inflazione delle rose: quando l’amore costa di più

I cifre legati ai fiori illustrano perfettamente l’effetto combinato della tradizione e dell’inflazione. Negli Stati Uniti, il 39% delle persone che festeggiano San Valentino ha acquistato fiori nel 2024, cioè circa 54 milioni di consumatori. Tra loro, il 70% opta per rose (ho fatto il calcolo, sono 38 milioni di persone).

Il fatturato delle rose di San Valentino ha raggiunto 2,9 miliardi di dollari nel 2024, contro 2,09 miliardi nel 2020 e 2,63 miliardi nel 2022. Questo aumento si spiega in parte dall’aumento del prezzo medio di una dozzina di rose, che passa da circa 60 dollari nel 2014 a più di 75 dollari nel 2024, dopo un punto basso intorno a 41 dollari nel 2018. Grazie inflazione!

In Francia, i fiori rimangono altrettanto centrali nell’economia di San Valentino. Con 600 milioni di rose vendute, rappresentano l’80% delle ricette dei fioristi legate a questa sola giornata. Un cifra che conferma l’importanza economica di questa festa per tutta una professione.

L’Europa segue il movimento

Questa dinamica di concentrazione e montée en gamme non si limita al duo franco-americano. In Germania, le spese previste per San Valentino raggiungono 1,3 miliardi di euro nel 2025, contro circa 1 miliardo di euro nel 2020. Parallelamente, la quota delle persone che prevedono di acquistare un regalo progredisce da quasi il 17% al 28% sullo stesso periodo.

Eppure, solo il 15% dei consumatori tedeschi dichiara attribuire grande importanza a questa festa, mentre l’81% le attribuisce poco o nessuna importanza. Questo scarto tra percezione simbolica e comportamento d’acquisto illustra perfettamente la trasformazione in corso: San Valentino diventa un rituale di consumo disconnesso dalla sua adesione emotiva.

Il nuovo modello economico di San Valentino

L’accumulazione di questi dati disegna i contorni di un San Valentino in piena mutazione. Meno universale ma più investito finanziariamente, riposa ormai su budget in aumento, una diversificazione accresciuta dei regali, un’inflazione marcata su certi prodotti emblematici come i fiori e un’ibridazione dei percorsi d’acquisto.

Questa traiettoria, osservata in modo convergente in Francia, negli Stati Uniti e in Germania, riflette una trasformazione strutturale dei mercati maturi. Il valore del 14 febbraio tiene meno all’adesione collettiva che all’intensità dell’engagement economico ed emotivo dei consumatori che scelgono ancora di celebrarlo.

Per le imprese, questa evoluzione impone di ripensare le loro strategie. Exit gli approcci di massa, posto alla personalizzazione e alla montée en gamme. I consumatori di San Valentino 2025 sono meno numerosi ma più esigenti, più connessi ma sempre attaccati all’esperienza fisica, più critici ma paradossalmente più spendaccioni.

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Domande frequenti sull’economia di San Valentino

Perché il budget di San Valentino aumenta mentre meno persone lo celebrano?

Si può dire che è la conseguenza della polarizzazione del mercato. Le persone che continuano a celebrare San Valentino sono sempre più investite emotivamente e finanziariamente. Compensano il calo del numero di partecipanti con spese più importanti. In Francia, si è passati da 102€ in media nel 2021 a 154€ nel 2025, cioè un aumento del 50% in quattro anni.

I fiori rimangono davvero il regalo incontournable?

Nonostante la diversificazione dei regali, i fiori conservano il loro status emblematico. Negli Stati Uniti, il 39% dei celebranti acquista fiori, e in Francia, l’80% delle ricette annuali dei fioristi si concentra su questa sola giornata. Tuttavia, il loro prezzo è aumentato considerevolmente: +25% in dieci anni per una dozzina di rose negli Stati Uniti.

C’è una differenza negli acquisti di San Valentino tra uomini e donne?

Le statistiche sono eloquenti! In Francia, il 65% degli uomini effettua un acquisto contro il 53% delle donne, con un paniere medio di 150€ per gli uomini contro 100€ per le donne. Ancora più rivelatore: il 30% degli uomini acquista il giorno stesso contro il 20% delle donne. Gli uomini privilegiano gioielli, profumi e fiori, mentre le donne optano per abbigliamento, profumi e orologi.

L’e-commerce ha cambiato gli acquisti di San Valentino?

La rivoluzione è in corso ma non compiuta. Negli Stati Uniti, il 35% degli acquisti si fa online, tanto quanto in negozio. Le giovani generazioni (Z e Y) realizzano il 45% dei loro acquisti su piattaforme digitali, contro il 60% dei Baby Boomers che restano fedeli al negozio fisico. In Francia, il punto vendita conserva un vantaggio con un indice d’influenza di 167 contro 135 per i social network.

San Valentino è una festa puramente commerciale?

È più nuanciato di così! Certamente, l’80% dei Francesi percepisce San Valentino come una festa commerciale, ma il 60% delle coppie continua a celebrarlo. Questa apparente contraddizione rivela un’evoluzione: si può criticare l’aspetto commerciale pur partecipando al rituale. La festa si è trasformata in un momento di consumo assunto, dove l’atto d’acquisto diventa esso stesso un’espressione dell’amore.

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