Sakè: un mercato in difficoltà che punta sulle esportazioni

In questo articolo, analizziamo le dinamiche del mercato del sakè. Sulla base delle statistiche più recenti, mostriamo che il mercato opera a due velocità e che, tuttavia, trova fattori di crescita all’estero.

Sakè: un mercato in difficoltà che punta sulle esportazioni

Il mercato del sakè sta attraversando un periodo piuttosto complicato. In Giappone, questa antica bevanda sta affrontando un calo strutturale dei consumi interni, mentre a livello internazionale sta vivendo una crescita notevole. Questa analisi esamina le dinamiche attuali di questo settore in evoluzione, tra la contrazione del mercato giapponese e l’espansione globale. Per questa analisi, la nostra società di ricerche di mercato ha utilizzato statistiche degli ultimi 10 anni. Contatta IntoTheMinds

I punti essenziali da ricordare

  • La quota del saké nel mercato giapponese delle bevande alcoliche è scesa dal 70% al 5% dal 1945
  • Le esportazioni giapponesi rappresentano meno del 10% delle vendite totali ma stanno crescendo rapidamente
  • La Francia occupa il 9° posto mondiale tra gli importatori e il 1° posto in Europa
  • 3% : quota della produzione giapponese di saké destinata all’esportazione nel 2016
  • 60 : numero di paesi verso cui il saké giapponese veniva esportato nel 2016
  • 87M$ : valore delle esportazioni giapponesi di saké nel 2012
  • 590M$ : valore delle esportazioni giapponesi di saké nel 2020
  • <10% : quota delle esportazioni nelle vendite totali di saké giapponese nel 2025
  • -14% : calo delle esportazioni giapponesi di saké su base annua (2024-2025)
  • 5% : quota di mercato del saké nel mercato delle bevande alcoliche in Giappone (2024)
  • 32 : numero medio di birrifici di saké che chiudono ogni anno in Giappone dal picco del 1973
  • +65% : aumento del volume di saké importato in Francia tra il 2019 e il 2021
  • 12% : quota dei consumatori francesi di superalcolici che nel 2022 dichiaravano di aver acquistato saké negli ultimi 12 mesi
  • 20% : quota dei consumatori francesi che nel 2022 dichiaravano di consumare saké durante un pasto
  • +5 punti : aumento della quota di acquirenti di saké in Francia tra il 2019 e il 2022

Un mercato domestico giapponese in declino strutturale

Lo stato del mercato giapponese rivela tendenze preoccupanti per questa industria tradizionale. La quota del saké nel mercato delle bevande alcoliche in Giappone è passata da oltre il 70% dopo la Seconda guerra mondiale a solo il 5% nel 2024. Questo drastico calo è accompagnato da una riduzione del 70% dei consumi dagli anni ’70, con un livello attuale pari a circa un terzo del picco raggiunto nel 1973. In questo senso, il Giappone segue le tendenze osservate anche in altri paesi: il consumo di bevande alcoliche diminuisce mentre il segmento “No/Low” continua a crescere. Questa contrazione si riflette direttamente sulla struttura produttiva del settore. Il numero di birrifici è sceso da 30 000 alla fine del XIX secolo a 1 300 nel 2025, con una media di 32 chiusure annuali dal 1973. Nel 2016 la produzione giapponese ha raggiunto 606 000 chilolitri, di cui solo il 3% destinato all’esportazione verso 60 paesi.

PeriodoQuota del saké nel mercato giapponeseNumero di birrificiEvoluzione dei consumi
Dopo il 1945Oltre il 70%5 000Picco storico
1973Massimo raggiunto
20191 300-70% rispetto agli anni ’70
20245%1 3001/3 del picco del 1973

L’export come ancora di salvezza strategica

Paradossalmente, il mercato internazionale rappresenta oggi una vera ancora di salvezza per l’industria del saké. Le esportazioni giapponesi sono passate da 87 milioni di dollari nel 2012 a 590 milioni nel 2020. Tuttavia rappresentano ancora meno del 10% delle vendite totali nel 2025 e sono persino diminuite recentemente del 14%, raggiungendo 255 milioni di euro, soprattutto a causa del rallentamento del mercato cinese. Questa strategia di internazionalizzazione è accompagnata da innovazioni nei formati di distribuzione. Nel 2023 Kura One ha lanciato un abbonamento mondiale di saké in lattine da 180 ml disponibile in oltre 100 paesi. L’offerta comprende 21 marchi giapponesi con box da tre a quattro lattine per circa 25 euro, riducendo così il prezzo di ingresso e i costi logistici. L’iscrizione della produzione del saké nel patrimonio culturale immateriale dell’UNESCO nel 2024 potrebbe rafforzare ulteriormente questa tendenza. Alcuni operatori sperano in un effetto simile a quello osservato per il washoku, il cui numero di ristoranti nel mondo sarebbe passato da 55 000 a 187 000 in dieci anni dopo l’iscrizione nel 2013.

infografica sull'analisi del mercato del sakè

Questa infografica sul mercato del sakè si basa sui dati e sulle statistiche contenuti in questo articolo.

La Francia, laboratorio europeo del mercato del saké

La Francia illustra perfettamente questa dinamica internazionale positiva del mercato del saké. Il mercato francese del saké importato dal Giappone è passato da 816 000 euro nel 2013 a 2,2 milioni di euro nel 2019. Nel 2021 sono stati importati 438 363 litri, pari a un aumento del 65% rispetto al 2019. Questa crescita si è addirittura accelerata con una moltiplicazione per 3,91 del volume importato in meno di dieci anni. Nella distribuzione specializzata francese, le vendite sono aumentate del 127,9% nel 2021 raggiungendo 3,77 milioni di euro, dopo un calo del 42% durante i lockdown. La Francia occupa oggi il 9° posto mondiale tra gli importatori di saké giapponese e il 1° posto in Europa, davanti ai tre principali mercati mondiali (Cina, Stati Uniti, Hong Kong) che rappresentano circa 216 milioni di euro di acquisti. L’evoluzione delle abitudini di consumo accompagna questa crescita del mercato francese. Secondo un sondaggio del luglio 2022 su 600 acquirenti di superalcolici in Francia, il 24% dichiara di acquistare i propri alcolici su Internet, in aumento di 5 punti rispetto al 2021. Per quanto riguarda il saké, il 12% dei consumatori francesi dichiara di averlo acquistato negli ultimi 12 mesi nel 2022, con un aumento di 5 punti rispetto al 2019, e il 20% lo consuma durante un pasto.

Innovazione e premiumizzazione trasformano l’offerta

La premiumizzazione rappresenta un asse fondamentale di sviluppo del mercato del saké. Questa bevanda ha generalmente una gradazione tra 12 e 18 gradi, quindi un posizionamento vicino a quello del vino. La segmentazione qualitativa si basa sulla lucidatura del riso: ginjo (≥60%) e daiginjo (≥50%). Sebbene l’80% dei saké sia destinato a essere consumato entro 18 mesi, emergono strategie di differenziazione con cuvée invecchiate o metodi di affinamento originali. Lo sviluppo dell’e-commerce e dei circuiti specializzati offre nuove opportunità di accesso al mercato. I prezzi di ingresso si abbassano con cuvée a partire da 16 euro, junmai da 20 euro e referenze francesi tra 23 e 50 euro. Questa strategia permette di raggiungere una clientela più giovane e ampia, contribuendo a democratizzare questa bevanda tradizionale.

L’emergere promettente di una produzione locale

L’emergere di una produzione locale francese segna una nuova fase nell’evoluzione del mercato del saké. Dal 2019 si stanno sviluppando birrifici francesi sul territorio nazionale. Nel 2024 un birrificio francese produce 50 000 litri all’anno, ovvero tra 60 000 e 80 000 bottiglie, con un fatturato di 900 000 euro nel 2023. Questa produzione locale, sebbene modesta rispetto alla scala giapponese, svolge un ruolo chiave nella normalizzazione del prodotto nella gastronomia francese. Questa tendenza si inserisce in un movimento più ampio di internazionalizzazione della produzione. Aziende come Hakkaisan producono negli Stati Uniti dal 2016, mentre Dassai sviluppa da tre anni un saké “made in USA” per avvicinare la produzione ai mercati di destinazione e ridurre i vincoli logistici.

Prospettive future: tra sfide e opportunità

Le prospettive future del mercato del saké si articolano attorno a diversi assi strategici. L’internazionalizzazione diventa una necessità per compensare la contrazione del mercato domestico giapponese. Questa trasformazione è accompagnata da innovazioni nei formati, da una premiumizzazione qualitativa e dall’emergere di produzioni locali che contribuiscono a far conoscere questa bevanda millenaria a nuovi pubblici. Il mercato del saké illustra così un paradosso sorprendente tra declino domestico ed espansione internazionale. Mentre il Giappone affronta un’erosione strutturale dei consumi, i mercati esteri, in particolare quelli europei, offrono prospettive di crescita promettenti per questa industria tradizionale alla ricerca di rinnovamento. domanda amrk perché banner

Domande frequenti sul mercato del saké

Perché il mercato del saké è in declino in Giappone?

Il declino del mercato giapponese si spiega con diversi fattori strutturali. La quota del saké nelle bevande alcoliche è passata dal 70% dopo il 1945 a solo il 5% nel 2024. Questa diminuzione deriva dall’evoluzione delle abitudini di consumo, dalla concorrenza di altre bevande alcoliche e dai cambiamenti sociali. Il consumo è diminuito del 70% dagli anni ’70 e oggi rappresenta circa un terzo del picco del 1973.

Qual è la situazione del mercato del saké in Francia?

La Francia rappresenta un mercato dinamico per il saké, occupando il 9° posto mondiale tra gli importatori e il 1° posto in Europa. Le importazioni francesi sono passate da 816 000 euro nel 2013 a 2,2 milioni di euro nel 2019. Nel 2021 sono stati importati 438 363 litri, con un aumento del 65% rispetto al 2019. Le vendite nella distribuzione specializzata sono aumentate del 127,9% nel 2021 raggiungendo 3,77 milioni di euro.

Come evolve la produzione di saké fuori dal Giappone?

La produzione internazionale di saké si sta sviluppando per rispondere alla crescente domanda. Birrifici si stanno installando negli Stati Uniti (Hakkaisan dal 2016, Dassai da tre anni) e in Francia (produzione di 50 000 litri annui per un birrificio francese nel 2024). Questa delocalizzazione mira ad avvicinare la produzione ai mercati di destinazione e a ridurre i vincoli logistici, democratizzando al contempo l’accesso al prodotto.

Quali sono le innovazioni nel settore del saké?

L’innovazione si concentra sui formati e sulla distribuzione. Kura One propone dal 2023 un abbonamento mondiale di saké in lattine da 180 ml disponibile in oltre 100 paesi con 21 marchi giapponesi. I prezzi di ingresso si abbassano con cuvée a partire da 16 euro. Si sviluppa anche la premiumizzazione con saké di fascia alta (ginjo, daiginjo) e metodi di affinamento originali per differenziare l’offerta.

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